>Poi scivolammo nel gelo di una morte senza abbandono recitando l’antico credo di chi muore senza perdono

14 luglio 2010 § Lascia un commento

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Incondizionata assoluzione del verbo non più uomo.
Rinnovo le promesse fatte alla mela marcia, un “do quindi ricevo” falsato dall’oblio della mente: non do quindi non ricevo.
La morte insita in ogni gesto trascina dietro sé le istanze della sepoltura, del commiato, dell’inerzia ancora attiva nella fisica del di qua.
Restringo il campo: un cubo di 25 per 25 per 25, l’habitué è blasonato, il ridondante è innalzato, innescato, ripetuto.
Rip. Rit. Ric.
Non evolve l’uomo contemporaneo, troppo ammaliato dal riverbero disegnato dallo schermo sul suo volto, un adeguato tono slavato, indolente al bussare delle azioni.
     
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