10 febbraio 2010 § Lascia un commento

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“l’equilibrio è garantito dalle lumache che
si arrampicano sugli scogli di Santa Monica;
la fortuna consiste nell’andarsene per la Western Avenue
e avere le ragazze della casa
d’appuntamenti che ti urlano: “Ciao dolcezza!”
il miracolo è avere 5 donne che ti amano
quando hai 55 anni,
e il bello è che sei in grado di amarne
una sola.

il dono è avere una figlia più gentile
di quanto tu non sia, il cui sorriso sia
più buono del tuo.
la pace viene dal guidare una
Volkswagen blu del ’67 lungo le strade come
un teenager, alla radio The Host Who Loves You
Most, viene dal sentire il sole, dal ronzio tranquillo
del motore rifatto
quando sgusci nel traffico.
la grazia è saper amare la musica rock
la musica sinfonica, il jazz…
qualunque cosa contenga l’energia originaria
della gioia.

e la probabilità che ritorna
è la fase calante della tristezza profonda
quando non riesci a sollevarti
chiuso tra mura a ghigliottina
rabbioso al suono del telefono
o al rumore di qualcuno che passa;

ma l’altra probabilità –
l’euforia melodiosa che inevitabilmente segue –
fa sembrare la cassiera
del supermercato uguale
a Marilyn
a Jackie prima che beccassero il suo innamorato di Harvard
alla ragazza del liceo che tutti seguivamo
fin sotto casa.

ecco quel che ti aiuta a credere
in qualcosa oltre alla morte:
qualcuno che si avvicina in auto nell’altro senso
lungo una strada troppo stretta,
e lui o lei si spostano per lasciarti
il passo, o il vecchio lottatore Beau Jack
che lucida scarpe
dopo aver dilapidato il gruzzolo
in feste
donne
e piattole,
e sospira, soffia sul cuoio,
lavora di straccio
alza gli occhi e dice:
“che diavolo, per un pò ho avuto
la vita in pugno.
meglio di niente”.

mi sento amaro a volte
ma il sapore è stato spesso
dolce. solo che avevo paura
di dirlo. è come quando
la tua donna ti chiede:
“dimmi che mi ami”, e
tu non ci riesci.

se mi vedessi ridere dalla
mia Volkswagen blu
passare al giallo
guidare dritto nel sole
allora sarò stretto
tra le braccia di una
vita pazza
pensando ai trapezisti
ai nani dagli enormi sigari
a un inverno russo dei primi ‘40
a Chopin con suo sacchetto di terra polacca
a una vecchia cameriera che mi porta
una tazza di caffè gratis e portandomela
ride.

mi piace più che tu non creda
la tua parte migliore.
gli altri non contano
se non perché hanno dita e teste
e qualcuno ha occhi
e quasi tutti hanno gambe
e tutti hanno
sogni brutti o belli
e una strada da fare.
la giustizia è ovunque e funziona
e le mitragliatrici e le rane
e le siepi te lo
diranno.”

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