>FASCINO DISCRETO

24 novembre 2009 § Lascia un commento

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La mia maturità oltrepassata non mi permette più atti impuri alla legge, una forma compita di egregio stile mantiene inossidato il mio tono invisibile.
Si sfaldano i riti primordiali, quelli istintuali, a favore di una posa architettonica più orientabile all’altrui rassicurazione; non afferro bene le regole di questo a-mondo ma ne percepisco l’importanza dell’immersione, dell’immedesimazione: un gioco, uno scherzo nel quale apprendere magie paniche e costituzioni sovrane.
(Devo aver fatto parte di molte vite, di molti processi e progetti, perchè altrimenti questo trasporto non avrebbe motivo di esistere; o forse sì, da quante vite ritorno a questo sole? )
Vorrei poter amare intensamente per ogni singola nota prodotta da queste melodie viscerali, da queste linee che deformano gli spazi inconsci, da queste parole pronunciate o lette con voce adeguata al trasporto volitivo di energie sincopate.
Vorrei dirmi di autoamarmi ancora, ancora più forte.
E poi ancora, a volte vorrei vestirmi da alta-buon borghese per immergermi in mondi non visti. Solo per sapere. Conoscere ritmie diverse, le cose che vedono gli altri.
Corpetti sempre più stretti nei quali non riuscire a respirare al calare di una nebbia lussuosa ed affollata, con la possibilità di uno sdegno sempre più profondo per una realtà esperita dal vero e nel reale. Muovermi ancheggiando e spogliarmi, immedesimandomi in vizi creati sul momento, solo per sapere, per avere esperienza di un’emozione basata sul momento, superficiale, ma appartenente all’ora in cui cammino. E, come una creazione esclamata da un otre colmo, la conoscenza impotente deflagra le immagini della mia mente, mentre la voglia accesa rimarca un’incomprensione del reale che vieta le libere espressioni.
A volte sento dentro questo odore-ardore di fuggire, scappare. Non ne conosco molto a parte l’arrivo, la meta, lo scopo; ricercare, razzolare caoticamente per galleggiare in tutti i vostri flussi, flussi che indirettamente mi appartengono, flussi che direttamente vorrei sfiorare e leccare, ed infine mettervi tra le labbra come faccio con una sigaretta per poi inspirarvi. Vorrei assaporarvi come faccio con le bacchette in legno, impregnate di molteplici tinture, solo per sapervi.
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