Era tutta un’altra cosa

3 febbraio 2008 § 1 Commento

Era il tempo delle mele, degli hotel, i ceap hotel, i tubi rigeneranti, le veneri di acciaio, androidi, cybrog e folletti computerizzati.
Calcolare, matrici e schede, innestare e programmare, era un altro mondo, conturbante ed edificante. Poco spazio, molto poco, quasi del tutto esaurito, ma almeno era viscerale, sensoriale, asettico e mortale.
Era il limite massimo verso cui potevamo spingerci, oltre il quale la smaterializzazione era completa e irreversibile. Ogni numero scandiva altri numeri fino al limite massimo dell’infinito, fin quando il reale diventava irreale e le nostre vite diventavano mondi paralleli.
Mangiatori di matrici incalliti ed inesperti, clown da baraccopoli, arti artificiali e menti corrotte.
Era tutto un altro mondo, un’altra era, un altro anno e poi solo un secondo.

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