Al Bordello GOGAN

23 agosto 2007 § 1 Commento

scaleIl risveglio fu brusco e confusionale: lo sfiorai e non dovevo farlo. Il mio corpo astrale fu richiamato immediatamente dal fisico, un vortice verso il basso, velocissimo, fin dentro la materia del mio corpo.
Il cuore sussultò, tornai alla realtà con un fruscio violento di palpebre e la dilatazione smisurata della pupilla; la costatazione sconvolgente del reale si impossessò di me, mi prese con violenza ricordandomi di vite passate, marcando dentro di me un sapere indelebile. Terrore e paura di visioni tornate tutte troppo presto a risvegliarmi con maleducazione e prepotenza.
Sentii l’odore del gelsomino e il gelo della seta sotto di me, mi riappropriai lentamente dello spazio che avevo lasciato per seguire il sonno: la “Stanza delle Scale” la mia preferita, pagata profumatamente, per invocare visioni e spasmi lenitivi.
Ormai non c’era più nessuno, solo io e tutti quei gradini, in alto quell’insegna in rilievo:
“Quando il fiume si riappropriò del letto scoprì nuove terre, diverse e mutevoli”
Mi siggillai nel kimono per dirigermi a fare colazione, erano già le 7.00 am.

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