Magia bianca

9 agosto 2007 § Lascia un commento

Mi fece sdraiare ed in breve tempo disegnò con un pennello tutta la rete delle mie vene viola, su tutto il corpo. Si aiutava con un pendolo in ottone, per non sbagliare.
Cadde, si contorse, si drogò ancora. Dopo ore si inginocchio al mio fianco, pianse per me, prima di me; bruciò dei fiori, sniffai dell’oppio e mi disse che presto avrei perso la vista: un grande pozzo nero dove nessuna luna si sarebbe affacciata.

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